Ogni anno, milioni di persone in tutto il mondo ricevono una diagnosi di cancro. Oltre alle sfide mediche e ai progressi della ricerca, questa malattia porta con sé un profondo impatto personale e sociale, influenzando la vita dei pazienti e delle loro famiglie. Tuttavia, dietro ogni diagnosi non ci sono solo dati e statistiche, ma storie uniche che meritano di essere ascoltate.
Per la Giornata Mondiale contro il Cancro 2025, l’Union for International Cancer Control (UICC) ha scelto un tema di grande rilevanza: “United By Unique” (Uniti dall’unicità). Questa iniziativa pone l’attenzione sulla dimensione umana della malattia, promuovendo una narrazione che riconosca l’esperienza individuale di ogni paziente. L’obiettivo è dare voce alle persone, affinché la loro storia possa ispirare, sensibilizzare e contribuire a una maggiore consapevolezza collettiva sulla realtà del cancro.
Inutile girarci intorno: per decenni la narrazione intorno al cancro si è concentrata sul parlare di ricerca, di cure, di statistiche legate alla sopravvivenza. Ed è giusto che sia così: la scienza è la nostra più grande alleata nella lotta contro questa malattia, ma non dobbiamo dimenticare di aver trascurato un aspetto: quello dell’esperienza individuale.
Proprio a partire da questa riflessione si è alzato il tema del triennio che parte nel 2025: United By Unique nasce dalla necessità di dare voce ai pazienti, di riconoscere che dietro a ogni diagnosi c’è un vissuto che merita di essere ascoltato. Smettere di legare soltanto i numeri ai pazienti in favore delle persone dietro le cartelle cliniche, con le loro speranze, le loro paure e soprattutto le loro vittorie quotidiane.
Il lavoro della Union for International Cancer Control (UICC), che organizza ogni febbraio la Giornata Mondiale contro il Cancro, è quello di raccolta di testimonianze, forse una delle più grandi dei tempi recenti. Sul sito ufficiale della giornata mondiale ha rivolto un invito a tutti coloro che stanno affrontando o hanno affrontato la malattia, ai loro familiari, ai medici, agli infermieri.
Un’idea semplice ma dal potenziale notevolissimo: creare un archivio di storie che sia globale, un mosaico in cui tante voci uniche siano in grado di raccontare le infinite sfaccettature che l’esperienza umana può trarre dall’incontro con il cancro.
Perché tutte le storie meritano di essere raccontate.
Nel corso degli ultimi decenni, la scienza sta sempre di più confermando il potenziale che la narrazione ha all’interno del mondo della medicina. Lo storytelling, ad esempio, può essere integrato nel rapporto con il paziente attraverso la “medicina narrativa” oppure utilizzato come strumento contestuale per migliorare la divulgazione scientifica sui temi più delicati.
Nella sfida contro il cancro, la narrazione si sta dimostrando anche un interessante esercizio terapeutico per chi vive una condizione sfortunata, permettendo di ispirare, sensibilizzare e abbattere pregiudizi.
Di fatto, attraverso la condivisione si riesce a fare un’azione altrimenti difficilissima: rendere visibile l’invisibile, offrendo un faro e un percorso a chi si trova nella stessa situazione.
L’idea di comunità che questo crea è ciò che genera il carburante necessario per far sì che tante altre persone nelle stesse condizioni si sentano in grado di fare la differenza. Qui nasce la volontà di non arrendersi, la possibilità di trovare supporto e, anche, la voglia di continuare a vivere.
Questo deve permettere a più persone, enti e strutture sanitarie di rendersi conto di quanto sia importante impegnarsi nella prevenzione in quanto sappiamo che circa il 40% dei tumori è prevenibile se si ha accesso alle giuste risorse; ricerca e comunicazione sulla prevenzione diventano quindi più importanti che mai.
Stili di vita sani e controlli regolari possono fare la differenza, anche e soprattutto se c’è qualcuno che te lo racconta portando la sua esperienza!
Ecco perché la Giornata Mondiale contro il Cancro rimane uno slancio per chiedere di più: più investimenti nella sanità, più sensibilizzazione sulla prevenzione, più supporto per i pazienti.
Perché dietro ogni storia di successo c’è sempre una diagnosi tempestiva, un trattamento efficace, una rete di sostegno solida.
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